Giusi Princi intervistata dalla giornalista Samal Ibrayeva per la testata kazaka Ulysmedia
Diritti fondamentali, partecipazione femminile, libertà di stampa e cooperazione internazionale tra Kazakhstan e Unione europea al centro del dialogo
Pubblicato: 30 ottobre 2026


In occasione della missione istituzionale in Kazakhstan, l’On. Giusi Princi ha rilasciato un’ampia intervista alla giornalista Samal Ibrayeva, Fondatrice e direttrice responsabile della testata kazaka Ulysmedia, approfondendo alcune delle principali questioni al centro del dialogo tra Unione europea e Asia centrale.
Dalla partecipazione delle donne alla vita politica alla libertà di stampa, dalla tutela dei diritti fondamentali alle prospettive di cooperazione economica, culturale e scientifica, l’intervista affronta le sfide e le opportunità del partenariato tra Europa e Kazakhstan, soffermandosi anche sulle dinamiche geopolitiche regionali e sull’importanza dello Stato di diritto.
Di seguito si riporta la traduzione integrale in italiano dell’intervista, nel rispetto dei contenuti e delle dichiarazioni pubblicate dalla testata kazaka.
FONTE: Ulysmedia.kz – Leggi l’intervista originale
“Giusi Princi sulle donne in politica, sulla libertà di stampa e sulle relazioni del Kazakhstan con l’Europa”
Introduzione della giornalista · Samal Ibrayeva
L’eurodeputata Giusi Princi ha saputo soltanto questa mattina che le avrei fatto un’intervista. Non ha chiesto di conoscere le domande in anticipo. Più tardi, quando abbiamo parlato della libertà di stampa, ha spiegato che la possibilità per un giornalista di porre domande scomode è parte integrante della democrazia.
Eletta al Parlamento europeo nel 2024, la politica italiana presiede la Delegazione per le relazioni con i Paesi dell’Asia centrale. Durante la sua visita in Kazakhstan l’ho incontrata per discutere del ruolo che i diritti umani, la stampa indipendente e l’effettiva partecipazione delle donne alla politica occupano nelle relazioni tra l’Europa e il nostro Paese.
La conversazione è andata anche oltre questi temi: abbiamo discusso delle relazioni del Kazakhstan con i Paesi vicini in un contesto geopolitico complesso, della responsabilità degli investitori stranieri e di come lo sviluppo del partenariato economico con l’Europa sia legato al rispetto del principio dello Stato di diritto.
Donne, istruzione e diritto di scelta
Domanda · Samal Ibrayeva
Lei è entrata in politica provenendo dal mondo dell’istruzione e ha compiuto un percorso che l’ha portata fino al Parlamento europeo. Quali condizioni sono necessarie affinché le donne possano non soltanto essere presenti nella vita politica, ma anche influenzare realmente i processi decisionali? Quali aspetti della sua esperienza potrebbero essere utili alle donne kazake che aspirano a intraprendere una carriera politica?
Risposta · Giusi Princi
Sì, provengo dal mondo dell’istruzione scolastica. Ritengo che l’istruzione e la formazione professionale siano strumenti sociali fondamentali, che consentono alle persone di realizzare le proprie potenzialità e di raggiungere anche i livelli più elevati della carriera professionale.
Le donne continuano a incontrare difficoltà lungo questo percorso e spesso sono costrette, per così dire, a rincorrere gli uomini. Mi riferisco alla situazione europea, tanto nel settore scientifico quanto in quello economico. Per questo motivo, al Parlamento europeo lavoriamo attivamente per superare il divario di genere, in particolare le disparità retributive.
In Kazakhstan la situazione è simile, se non addirittura più complessa. In tutti i nostri incontri sottolineiamo che l’uguaglianza di genere deve rappresentare uno dei pilastri dei diritti fondamentali. Abbiamo accolto con soddisfazione l’aumento della percentuale di donne impegnate nella vita politica nel nuovo Parlamento. Ci auguriamo, tuttavia, che a questo corrisponda anche una loro effettiva possibilità di esprimere posizioni autonome e di assumere decisioni concrete.
Sono convinta che una scuola libera, non ideologizzata, e successivamente un’università autonoma e indipendente possano costituire la base per ampliare le opportunità delle donne. Grazie a questo percorso, un numero sempre maggiore di donne potrà ricoprire incarichi di responsabilità.
Sono tuttavia necessarie anche campagne di sensibilizzazione e mezzi di informazione indipendenti, come la vostra testata, che contribuiscano a formare la visione delle nuove generazioni. Il rispetto deve essere insegnato fin dalla più tenera età, attraverso l’istruzione e l’attività di sensibilizzazione svolta dai media.
Domanda · Samal Ibrayeva
Il Kazakhstan è uno Stato laico, nel quale il diritto all’istruzione è garantito dalla Costituzione. Allo stesso tempo, le regole relative all’abbigliamento scolastico diventano oggetto di controversie quando si parla di ragazze che indossano il velo religioso. Per me è di fondamentale importanza che un bambino non venga escluso dal sistema educativo.
Dibattiti simili si svolgono anche in Europa. Secondo lei, come si può trovare un equilibrio tra la laicità della scuola, la libertà religiosa e il diritto delle ragazze all’istruzione?
Risposta · Giusi Princi
La libertà religiosa è uno dei principi fondamentali del nostro sistema normativo europeo, che si applica a tutti gli Stati membri. Naturalmente, non deve trasformarsi in estremismo religioso, capace di generare violenza e pericolose forme di radicalizzazione.
Per quanto riguarda il velo, anche in questo caso deve essere garantita la libertà, poiché esso esprime determinate convinzioni e una specifica identità culturale, compresa quella religiosa. Queste manifestazioni devono essere tutelate e accettate. Anche questo rientra tra i fondamenti dello Stato di diritto. Non devono esserci imposizioni. È necessario accettare e rispettare le differenze, tanto in ambito religioso quanto nella libertà di pensiero.
Quello di cui parlo non rappresenta tanto un insieme di consigli, quanto piuttosto i principi fondamentali dello Stato di diritto. È proprio su questi principi che stiamo costruendo un importante ponte con il Kazakhstan. Un ponte che non ha soltanto un significato commerciale, ma che è soprattutto un ponte di democrazia, libertà e rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali dei popoli e delle culture.
Questo implica anche il rispetto delle diverse forme di espressione delle convinzioni religiose, purché non degenerino nella violenza. La violenza è inaccettabile in Europa, in Kazakhstan e in qualsiasi altro Paese.
Kazakhstan ed Europa: le condizioni del partenariato
Domanda · Samal Ibrayeva
Lei ha sostenuto le riforme costituzionali in Kazakhstan. Come valuta oggi la loro attuazione concreta, soprattutto per quanto riguarda i diritti umani, la libertà dei media e lo sviluppo delle istituzioni democratiche? Quale spazio occupano questi temi nel suo dialogo con le autorità kazake?
Risposta · Giusi Princi
Naturalmente, difendiamo l’autonomia e l’indipendenza della stampa. Questo è legato al processo di democratizzazione, di cui discutiamo costantemente con i nostri amici kazaki.
In ogni incontro bilaterale, sia a Bruxelles sia qui in Kazakhstan, le questioni relative ai diritti umani sono necessariamente presenti nell’agenda. È proprio per questo che collaboriamo con le organizzazioni non governative e successivamente portiamo all’attenzione delle autorità kazake le segnalazioni sulle violazioni che riceviamo dagli attivisti, in via informale oppure attraverso la stampa.
Inoltre, abbiamo un Accordo di partenariato rafforzato con il Kazakhstan, nel quale lo Stato di diritto costituisce uno dei fondamenti anche delle relazioni economiche.
Per questo motivo difendiamo questi diritti anche nell’ambito dell’amicizia che ci lega a questo splendido Paese e comunichiamo alle autorità, apertamente, sinceramente e con coerenza, le segnalazioni e le informazioni che riceviamo su possibili violazioni.
Domanda · Samal Ibrayeva
Lei presiede la Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con i Paesi dell’Asia centrale e conosce bene il contesto geopolitico in cui si trova il Kazakhstan. La Russia e la Cina sono i nostri maggiori vicini e importanti partner. Allo stesso tempo, il presidente Kassym-Jomart Tokayev sviluppa con continuità la cooperazione con l’Unione europea, seguendo una politica estera multivettoriale.
Come valuta gli sforzi del Presidente per rafforzare i partenariati internazionali del Kazakhstan e mantenere un dialogo costruttivo in un contesto di tensioni geopolitiche? Quanto tiene conto la parte europea dell’importanza, per il nostro Paese, di mantenere relazioni stabili e di buon vicinato con la Russia e la Cina?
Risposta · Giusi Princi
Senza dubbio, comprendiamo la posizione geografica del Kazakhstan e il suo contesto storico. Nelle sue vicinanze si trovano Paesi influenti come la Cina e la Russia. Comprendiamo gli interessi che legano il Kazakhstan a questi due Stati.
Allo stesso tempo, sottolineiamo l’importanza di una posizione neutrale e ne discutiamo con il Kazakhstan. Nell’ambito delle nostre relazioni franche e aperte, la parte kazaka ha spiegato la necessità di mantenere i contatti con i Paesi vicini, preservando al contempo la propria neutralità e senza cedere a possibili influenze esterne.
La posizione dell’Europa rispetto all’attuale conflitto in Ucraina è chiara. Abbiamo chiesto al Kazakhstan di mantenere una posizione di piena neutralità. Abbiamo inoltre richiamato l’attenzione sul rischio di elusione delle sanzioni nei confronti della Russia e monitoriamo quotidianamente questa situazione.
Pertanto, la politica estera multivettoriale del Paese può essere dettata dal buon senso: dalla volontà di non aggravare le relazioni con i vicini e, contemporaneamente, di sviluppare i rapporti con l’Europa. Lo vediamo anche nella pratica.
Ci recheremo inoltre ad Aktau. Il Corridoio transcaspico riveste un’importanza fondamentale, perché crea un percorso alternativo che aggira la Russia. Si tratta di investimenti europei che permetteranno all’Europa di diversificare la propria economia e al Kazakhstan di ridurre la dipendenza dalla Russia.
Domanda · Samal Ibrayeva
Quali sono gli obiettivi principali della sua attuale visita in Kazakhstan? Quali incontri sono previsti nella capitale e ad Aktau? Il programma comprende anche visite ad altri Paesi dell’Asia centrale?
Risposta · Giusi Princi
No, questa volta soltanto il Kazakhstan. Ogni nostra missione è dedicata a un singolo Paese, perché per noi è importante acquisirne una conoscenza più approfondita. La volta precedente siamo stati ad Almaty, mentre adesso ci siamo concentrati sulla capitale. Oggi, nella seconda parte della giornata, si svolgerà qui la ventitreesima riunione interparlamentare con il Kazakhstan.
Il programma è molto intenso. Queste visite ci consentono di acquisire una conoscenza sempre più completa del Paese. Incontriamo organizzazioni non governative, rappresentanti della società civile e studenti. Per noi questi incontri hanno un’importanza fondamentale dal punto di vista dei valori che determinano lo sviluppo della società e l’ampliamento delle sue opportunità.
Visiteremo anche un centro dedicato all’intelligenza artificiale. Vorrei sottolineare che il Kazakhstan è diventato il secondo Paese, dopo l’Europa, ad aver adottato una regolamentazione in questo settore.
Successivamente ci recheremo ad Aktau, che sta diventando uno snodo strategico di primaria importanza nell’ambito dell’iniziativa Global Gateway, attivamente sostenuta e finanziata dall’Europa. Questi importanti incontri strategici permettono di rafforzare ulteriormente l’amicizia che ci lega a questo splendido Paese. Del resto, siamo già alla ventitreesima riunione interparlamentare.
Provengo dalla Calabria e riconosco qui i valori del Mediterraneo. È una terra ospitale, la cui storia è legata all’incontro tra culture, agli scambi e alla Via della Seta. Per questo motivo, missioni come queste sono importanti anche dal punto di vista dell’amicizia, dei rapporti personali e dell’ospitalità.
Abbiamo molto in comune con il Kazakhstan. Il nostro obiettivo è che possa entrare a far parte del Consiglio d’Europa. Stiamo ponendo basi sempre più solide per costruire legami duraturi.
Naturalmente, tutto questo richiede il rispetto rigoroso dei principi fondamentali di cui abbiamo parlato: la democrazia e lo Stato di diritto.
Il diritto di porre domande scomode
Domanda · Samal Ibrayeva
Se ho compreso correttamente, durante la prossima riunione interparlamentare discuterete non soltanto dei risultati raggiunti, ma anche delle questioni relative alla democrazia e allo Stato di diritto sulle quali resta ancora del lavoro da fare?
Risposta · Giusi Princi
Sì. Come ho già detto, accompagniamo costantemente il Kazakhstan in questo processo, perché si tratta di principi fondamentali sui quali non vogliamo e non possiamo scendere a compromessi.
Gli incontri con le organizzazioni non governative ci permettono di avere un quadro sempre più chiaro della situazione. Successivamente portiamo queste informazioni all’attenzione dei nostri interlocutori parlamentari. Ci auguriamo di costruire relazioni che aprano opportunità per entrambe le parti.
Domanda · Samal Ibrayeva
Vorrei soffermarmi più approfonditamente sui rapporti tra i politici e la stampa. In Kazakhstan i giornalisti devono confrontarsi con limitazioni relative al numero e agli argomenti delle domande, oltre che con il timore che una domanda scomoda possa provocare problemi con l’accreditamento.
Come viene organizzato il lavoro con i giornalisti al Parlamento europeo? Quanto sono liberi di rivolgere domande incisive ai deputati e dove si colloca, secondo lei, il confine tra il diritto della stampa alla critica e la tutela dei diritti del politico stesso?
Risposta · Giusi Princi
È un’ottima domanda, che riguarda principi fondamentali e inviolabili della democrazia. La libertà di espressione, così come la libertà di stampa, è di vitale importanza per la democrazia europea. Questi principi trovano espressione negli ordinamenti dei singoli Stati membri.
I deputati rilasciano interviste anche su temi delicati e difficili. La stampa può criticarli duramente proprio perché è libera e indipendente. Se un politico ritiene che i propri diritti e interessi siano stati violati, se viene screditato o diffamato attraverso la diffusione di informazioni che non rispecchiano la sua reale posizione, ha il diritto di rivolgersi a un tribunale.
Situazioni di questo tipo possono verificarsi anche in una società democratica. Anche da noi il potere giudiziario è indipendente.
Questo permette di tutelare la dignità delle persone e i loro diritti, anche nell’esercizio di funzioni pubbliche.
Per esempio, ho saputo soltanto questa mattina che avrei rilasciato questa intervista. Non sapevo neppure quali domande mi avrebbe posto. Ciononostante, sono pronta a uno scambio di opinioni completamente libero e non pongo alcun ostacolo alle domande, siano esse scomode o di qualsiasi altro genere.
Prima di un’intervista non chiedo mai che mi vengano inviate le domande in anticipo, perché considero questo atteggiamento una forma di rispetto nei confronti dell’interlocutore. Dovete avere la possibilità di svolgere il vostro lavoro liberamente e serenamente.
Naturalmente, conto sulla professionalità e sul rispetto delle norme deontologiche che devono guidare sia i giornalisti sia i politici.
Investimenti, responsabilità e interessi comuni
Domanda · Samal Ibrayeva
Il Kazakhstan è coinvolto in un procedimento arbitrale internazionale con partner stranieri relativo al progetto Kashagan. Il consorzio che sviluppa il giacimento comprende KazMunayGas, l’italiana Eni, Shell, la francese TotalEnergies, l’americana ExxonMobil, la cinese CNPC e la giapponese INPEX. L’operatore del progetto è North Caspian Operating Company (NCOC).
Quanto attentamente il Parlamento europeo segue questa controversia, considerando il coinvolgimento di importanti società europee? Quale ruolo può svolgere nel garantire la trasparenza delle relazioni tra lo Stato e gli investitori, nel rispetto dell’indipendenza dell’arbitrato e dei diritti di entrambe le parti?
Risposta · Giusi Princi
Il Parlamento europeo monitora attentamente le situazioni che possono comportare violazioni di diritti o interessi. Allo stesso tempo, non possiamo conoscere tutti i dettagli di ogni singolo caso concreto. È proprio per questo che chiediamo che ci vengano segnalati, affinché sia successivamente possibile intervenire attraverso le nostre risoluzioni e il confronto con le autorità nazionali e locali.
Il nostro compito consiste nel monitorare le situazioni che possono portare a violazioni e, di conseguenza, mettere a rischio le relazioni e i partenariati esistenti.
Vorrei precisare che l’ulteriore sviluppo del partenariato dipende sempre dal rispetto dello Stato di diritto nel Paese. Pertanto, è nell’interesse del Paese stesso agire con trasparenza ed evitare comportamenti che possano ripercuotersi negativamente sulle sue relazioni con l’Europa.
Domanda · Samal Ibrayeva
In controversie di questo genere è importante tenere conto anche del diritto dello Stato di esigere il rispetto della legislazione nazionale. In particolare, le autorità ambientali kazake hanno mosso contestazioni a NCOC per violazioni delle prescrizioni ambientali.
La tutela degli investimenti è importante, ma anche le società internazionali devono rispettare le norme ambientali e il diritto delle comunità locali a vivere in un ambiente salubre. Come valuta l’equilibrio tra questi obblighi, considerando l’attenzione che l’Unione europea dedica alle questioni ambientali?
Risposta · Giusi Princi
Naturalmente, non intendo entrare nel merito di singoli casi concreti. Senza un adeguato approfondimento della questione, rischierei di esprimere valutazioni inesatte.
Per noi, tuttavia, la transizione ecologica è una condizione indispensabile per lo sviluppo sostenibile. Lavoriamo attivamente su questo fronte anche con il Kazakhstan, compreso il settore dell’energia pulita.
Consideriamo la decarbonizzazione un motore per l’ulteriore sviluppo delle energie alternative. La tutela dell’ambiente è strettamente legata alla salute e allo sviluppo.
Per questo motivo, rappresenta un altro pilastro fondamentale del nostro dialogo con i Paesi della regione, Kazakhstan compreso.
Domanda · Samal Ibrayeva
Le relazioni tra il Kazakhstan e l’Unione europea comprendono il commercio, gli investimenti, l’energia e i trasporti. Quali settori, secondo lei, dovrebbero caratterizzare la prossima fase di questo partenariato? Che cosa si aspetta dalla cooperazione con il Kazakhstan nei prossimi anni?
Risposta · Giusi Princi
Senza dubbio, è necessario ampliare le relazioni attraverso il programma Erasmus. Nell’ambito dell’attuale mandato della nostra Delegazione, abbiamo inoltre compiuto passi concreti per semplificare le procedure di rilascio dei visti. Questo permetterà di rafforzare i legami e ampliare gli scambi tra studenti, docenti, cittadini e imprese, affinché i kazaki possano venire in Europa e gli europei possano recarsi in Kazakhstan.
Vogliamo sviluppare un’integrazione nella quale gli scambi tra le persone diventino il principale motore per entrambe le parti. Questi legami si intrecciano con gli importantissimi ponti economici e commerciali che stiamo costruendo. Ma sono proprio le persone a dare vita a queste relazioni.
Il Kazakhstan ha la popolazione più giovane del mondo. L’Europa, invece, sta affrontando un grave calo demografico. Per questo motivo, per noi è molto importante poter contare su una popolazione così giovane e qualificata: giovani capaci, che hanno già avuto l’opportunità di conoscere le istituzioni che rappresentiamo.
È questa una base fondamentale per sostenere e ampliare programmi come Erasmus+ e Horizon Europe. Questi programmi promuovono la ricerca e l’innovazione, facendo leva sull’istruzione e sulla formazione, che danno alla società gli strumenti per svilupparsi.
Domanda · Samal Ibrayeva
Per questa intervista ha scelto la lingua italiana. Io pongo le domande in kazako e lei risponde nella sua lingua madre. Mi sembra che questo sia già di per sé un buon esempio di dialogo nel quale entrambe le parti conservano la propria identità. Perché questa scelta è importante per lei?
Risposta · Giusi Princi
Sto studiando l’inglese, ma avrei comunque scelto l’italiano.
L’Europa unisce ventisette Stati e offre la possibilità di preservare le specificità di ciascun Paese. Questo significa anche difendere l’unità nella diversità, rispettare l’identità di ogni Stato e la diversità culturale.